I nostri casi

I nostri casi di successo sono progetti RFID applicati ai seguenti ambiti:

Sicurezza delle procedure sanitarie - Progetto “Matching mamma-neonato”
Il progetto “Matching mamma-neonato” è stato realizzato presso l’Ospedale Pediatrico Buzzi di Milano. L’obiettivo è di realizzare un sistema di controllo che assicuri la corrispondenza (“matching”) tra mamma e neonato, con associazione immediata e certa. Con la soluzione basata sulla tecnologia RFID, a supporto di tutte le fasi di assistenza e cura, è garantito il match mamma-neonato, senza alcuna possibilità di errore. Il sistema è operativo da giugno 2006.

Tracciabilità/reperibilità degli oggetti - Progetto “Manutenzione degli elettromedicali”
Il progetto “Manutenzione Elettromedicali” è stato realizzato presso gli ospedali e gli ambulatori appartenenti agli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano. Il sistema ha l’obiettivo di tracciare il processo di manutenzione delle apparecchiature, in modo da assicurarne la massima efficienza e funzionalità. Il sistema sarà operativo da settembre 2006.

Valutazione dei processi - Progetto “Rilevazione dei tempi nel Blocco Operatorio”
Il progetto “Blocco Operatorio” è stato implementato presso il CTO di Milano, con lo scopo di ottenere una maggiore efficienza delle procedure all’interno delle sale operatorie. Il progetto è operativo da luglio 2006.

Sicurezza delle procedure sanitarie - Progetto “Assistenza Domiciliare Integrata”
Il progetto “Assistenza Domiciliare Integrata” è stato implementato presso l'Ospedale Luigi Sacco di Milano, presso il CTO di milano e presso la Cooperativa R.O.M.A. della regione Lazio, con lo scopo di garantire tracciabilità degli interventi di assistenza domiciliare e l'informatizzazione dei dati relativi agli interventi effettuati. I progetti sono operativi da settembre-ottobre 2008.

Sicurezza delle procedure sanitarie - Progetto “Monitoraggio Pronto Soccorso”
Il progetto “Monitoraggio Pronto Soccorso” è stato implementato presso l'Ospedale Carlo Poma di Mantova, con lo scopo di garantire l'identificazione certa di un paziente di pronto soccorso anche se privo di conoscenza o impossibilitato a farsi riconoscere e garantire un corretto trattamento medico. Il progetto é operativo da ottobre 2009.